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Aloe Vera - indicazioni terapeutiche

  • Posted on:  Monday, 19 August 2013 16:22
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Si conoscono circa 350 specie di Aloe e di queste, 125 sono distribuite nel Sudafrica; tra tutte, quella più usata in fitoterapia è l'Aloe vera. L'etimologia del nome Aloe deriva dal greco e significa sale quindi… mare: in effetti sono delle piante che hanno come habitat ideale le zone di mare; è probabile che il nome della pianta possa discendere dal termine arabo che significa amaro, alludendo al succo della pianta in effetti molto amaro.

L'Aloe Vera è conosciuta da secoli per le sue proprietà medicinali ed è curioso il fatto che la ricerca moderna abbia confermato la validità di quello che già si faceva più di mille anni fa. I riferimenti di etnobotanica sull'Aloe vera sono molto numerosi e possiamo ripercorrere le tappe più significative della storia di questa pianta.

Gli Assiri utilizzavano il succo di Sibaru, “una pianta le cui foglie assomigliavano a foderi di coltelli”, ossia il succo di Aloe, come antidoto all'ingestione di cibi avariati e per ridurre il gonfiore addominale.

L'Aloe rappresentava la pianta dell'immortalità per gli Egizi: veniva posta all'entrata delle piramidi per indicare ai Faraoni defunti il cammino verso la terra dei morti. Nel “Papiro di Ebers” si trova una descrizione botanica molto dettagliata dell'Aloe vera ed un lungo elenco delle sue proprietà curative. Il succo di Aloe era un ingrediente fondamentale della miscela segreta utilizzata per la mummificazione dei sovrani egiziani e pare che Cleopatra, famosa per i suoi bagni nel latte di capra, ordinasse di aggiungere nelle creme da massaggio anche l'aloe o di tritarla finemente in modo da ottenerne delle gocce oculari per rendere più luminoso il colore dei suoi occhi. Alcune pozioni propiziatorie della mitologia egiziana richiedevano il succo di Aloe ed ancora oggi in Egitto questa pianta grassa viene messa davanti alla porta di casa per assicurare felicità e protezione.

Secondo la leggenda, Alessandro Magno, ferito in battaglia da una freccia, fu curato con un miracoloso unguento a base di Aloe raccolta nell'isola di Socotra, e fu così che gli venne consigliato di conquistare l'isola, ricca di queste piante, per avere a disposizione un succo capace di lenire e cicatrizzare le ferite dei suoi soldati e di renderli addirittura invincibili.

In un passo del Vangelo di Giovanni si dice che venne preparata una miscela di Mirra ed Aloe per predisporre il corpo del Cristo alla sepoltura. Dioscoride e Plinio il Vecchio descrivevano gli usi terapeutici del succo di Aloe in caso di dolori addominali, stipsi, mal di testa, insonnia, irritazioni della pelle e del cavo orale. Nella medicina ayurvedica l'Aloe vera viene definita amica delle donne ed ancora oggi il gel di Aloe rappresenta un tonico molto efficace per i disturbi femminili, oltre che un ottimo disintossicante epatico. Nel Milione, Marco Polo descrive la diffusione di questa pianta nell'Impero cinese per poi  arrivare in estremo Oriente. Cristoforo Colombo annota nel suo diario che si deve avere sempre a bordo "il medicinale in vaso" (Aloe vera appunto). In Giappone, alla pianta è associato un ideogramma che, tradotto letteralmente, vuol dire “non serve il dottore”. Nel 1852 due ricercatori inglesi riuscirono ad isolare per la prima volta nell'Aloe un principio attivo ad azione lassativa che chiamarono aloina. Nel 1934 viene pubblicata negli Stati Uniti la prima ricerca scientifica sull'Aloe che dimostra la straordinaria efficacia di questa pianta nel trattamento di una grave forma di radiodermite in una donna malata di tumore. Negli anni successivi, studi clinici dimostrarono le proprietà terapeutiche dell'Aloe nell'ulcera peptica, nelle patologie dermatologiche, nelle affezioni stomatologiche, in alcune infezioni batteriche, virali e nella cura dell'herpes, nelle ustioni anche gravi, nei disturbi gastrointestinali, nel diabete. Gli studi scientifici degli ultimi tempi, hanno approfondito soprattutto il potere antiossidante ed immunomodulante dell'Aloe

 

Descrizione botanica

L'Aloe viene classificato storicamente nella famiglia delle Liliaceae. Il dottor Tom Reynolds, un ricercatore londinese, propose una nuova classificazione introducendo la famiglia specifica delle Aloeacee. Osservando il tronco della pianta dell'Aloe possiamo distinguere tre gruppi botanici:

  • Aloe acauleas: ossia quelle piante che non possiedono tronco oppure che hanno un  tronco molto corto come l'Aloe barbadensis, l'Aloe saponaria e l'Aloe aristata.
  • Aloe subcauleas: ossia quelle piante che presentano un tronco visibile ma di dimensioni ridotte (fino ad alcune decine di centimetri) come l'Aloe succotrina e l'Aloe chinensis.
  • Aloe cauleas: ossia quelle piante che presentano un tronco esteso e ramificato (anche di alcuni metri) come l'Aloe ferox e l'Aloe arborescens.

L'Aloe vera è una pianta erbacea perenne, alta fino ad un metro, le foglie (dalle dodici alle trenta unità)  sono disposte a ciuffo come i petali di una rosa e si presentano lungamente lanceolate, con apice acuto, hanno una cuticola molto spessa e delle spine solo lungo i lati, sono carnose, di color verde chiaro che può sbiadire al grigio verde. Tagliando le foglie, si nota una cicatrizzazione del taglio quasi immediata; infatti la pianta libera un essudato protettivo che impedisce la fuoriuscita della linfa. Nel centro di questa rosa di foglie, da steli rigidi e legnosi, spuntano in estate i fiori dell'Aloe a forma di grappolo nella tonalità del rosso, del giallo e dell'arancio con sfumature accese. Si trovano in commercio con fiori di aloe perché molto aromatici. E' una pianta di origine africana (da qui il nome popolare Giglio del Deserto) che predilige climi caldi e secchi; si adatta a qualsiasi tipo di terreno ma non deve mai essere eccessivamente umido. Esistono piantagioni di Aloe in ogni continente, in Europa il maggior produttore è la Spagna, mentre in Italia questo tipo di coltivazione è ancora agli inizi. L'Aloe vera può sopravvivere anche in appartamento, se luminoso, ed essere tenuta addirittura  in camera da letto perché capace di liberare ossigeno ed assorbire anidride carbonica; è una pianta molto adatta per composizioni ornamentali.

 

Composizione chimica

Zuccheri complessi ossia mucopolisaccaridi in particolare glucomannani, mannani e mannani acetilati (cioè legati a residui dell'acido acetico) come l'acemannano: si trovano soprattutto nella massa gelatinosa e trasparente (parenchima) contenuta all'interno della foglia di Aloe vera e svolgono un'azione immunomodulante, antinfiammatoria e cicatrizzante.

Antrachinoni come l'aloina A, in particolare l'aloina B (barbaloina): si trovano principalmente nella membrana esterna, verde e coriacea (cuticola) della foglia ed hanno un'attività disintossicante, fortemente lassativa. La barbaloina si distingue per il sapore molto amaro e per l'odore fortemente acre.

Vitamine (vitamina A, C, E, quelle del gruppo B, acido folico), minerali (ferro, rame, calcio, magnesio, zinco, cromo, potassio, sodio, manganese, selenio, fosforo, germanio), zuccheri semplici ossia monosaccaridi (mannosio, glucosio), aminoacidi essenziali e non essenziali, acidi grassi, steroli vegetali, ormoni vegetali, fosfolipidi (colina, inositolo), enzimi, saponine, lecitine, lignina.

La moderna ricerca ha dimostrato come l'attività benefica dell'Aloe vera sia dovuta proprio all'azione sinergica di tutti i componenti dell'intera foglia.

In genere si libera la polpa interna dall'involucro esterno mediante decorticazione e la decorticazione manuale, anche se più costosa, permette di avere un prodotto migliore. Altri fattori possono intervenire nel migliorare l'efficacia del succo di Aloe, per esempio il tempo balsamico (primavera-estate), età della pianta (dal terzo/quarto anno di vita), qualità delle foglie (quelle ingiallite e maculate sono meno ricche di principi attivi), esposizione solare (la pianta si arricchisce di aloina); sarebbe opportuno inoltre sospendere l'irrigazione qualche giorno prima della raccolta, che dev'essere manuale e precisa, non utilizzare antiparassitari chimici e rispettare le corrette modalità di estrazione del filetto gelatinoso (non più tardi di tre ore dalla raccolta per evitare l'ossidazione dei componenti), di triturazione, fluidificazione, stabilizzazione e trasporto (controllo rigoroso della temperatura e protezione tassativa dai raggi solari). Il succo di Aloe può essere utilizzato dall'industria per la realizzazione di prodotti ad uso interno (integratori alimentari) o esterno (cosmetici).

 

Indicazioni terapeutiche

L'attività farmacologica dell'Aloe vera è molto complessa proprio perché i costituenti chimici della pianta sono veramente numerosi e, come abbiamo già detto, gli effetti terapeutici dell'Aloe sono il risultato dell'interazione sinergica dei principi attivi con molecole ricettive dell'organismo umano. Anche le pubblicazioni scientifiche più o meno recenti e gli studi clinici, sono molteplici.

Possiamo così riassumere le proprietà terapeutiche dell'Aloe vera.

 

Attività antiossidante e anti-aging

I minerali (soprattutto manganese, rame, selenio) contenuti nel succo di Aloe sono dei costituenti degli enzimi superossido dismutasi e glutatione perossidasi, due importanti agenti antiossidanti ed antinvecchiamento cellulare. L'aminoacido non essenziale prolina, è  parte costituente del collagene. Le saponine favoriscono una migliore e più rapida esfoliazione cellulare. Le vitamine (in particolare la vitamina C, E, B2, B6) e l'aminoacido non essenziale, cisteina, sono dei potenti antiossidanti capaci quindi di combattere i danni cellulari provocati dai radicali liberi ed in particolare dall'anione superossido. In particolare la cisteina e le vitamine del gruppo B sono in grado di legarsi alle molecole tossiche derivanti da processi patologici per formare composti inerti.

E' ormai noto che lo stress ossidativo è favorito da fattori chimici, fisici, biologici, mentali e nutrizionali; accelera il fisiologico processo di invecchiamento cellulare ed è il responsabile di diverse patologie degenerative. Si comprende allora quale importanza rivesta l'assunzione costante di succo di Aloe nella dieta: la dose giornaliera consigliata non dovrebbe essere inferiore a 100 ml di succo puro (1-4).

 

Attività cicatrizzante e riepitelizzante

Si tratta di un'attività direttamente correlata a quella antinfiammatoria. L'Aloe vera stimola la formazione di fibroblasti, precursori delle cellule epiteliali, e del tessuto connettivo. In questo processo di riparazione e di formazione del tessuto epiteliale, intervengono sicuramente i polisaccaridi come fattori primari; i secondi fattori pare siano gli ormoni vegetali, gibberelline e auxine (5-6). Gli studi più recenti sono incentrati a dimostrare la capacità del gel di Aloe nel prevenire l'ischemia dermica progressiva causata da radiazioni e da ustioni, e l'efficacia del gel nel trattamento delle ulcere diabetiche, delle ulcere croniche e della Psoriasis vulgaris. Particolarmente interessanti quelli riportati di seguito:

  • Venti ratti albini sono stati esposti ai raggi β e le aree lesionate di ogni animale sono state divise in quadranti e su ogni quadrante è stato applicato un trattamento diverso. Foglie fresche di Aloe vera, un unguento commerciale di Aloe vera, applicazione di bendaggi con garza asciutta ed un controllo senza trattamento. Sia le foglie fresche che l'unguento di Aloe vera hanno indotto miglioramenti significativi: dopo due mesi le aree trattate con Aloe vera erano completamente guarite, mentre le altre due aree, dopo 4 mesi, non erano ancora guarite (7).
  • Sperimentalmente, il gel di Aloe è stato confrontato con lodoxamide, lazaroide e gel Carrington, utilizzati per prevenire la perdida di tessuto nelle ferite grazie alla loro capacità di inibire la produzione locale di TxA2; nelle bruciature il gel di Aloe è risultato confrontabile con lodoxamide e lazaroide, con una sopravvivenza dei tessuti pari all'82-85% confrontata con il controllo ed il gel di Carrington. Dall'analisi completa dei risultati possiamo concludere che l'Aloe non solo agisce come inibitore del TxA2 ma contribuisce al mantenimento dell'omeostasi dell'endotelio vascolare e del tessuto circostante (8).
  • Studi sperimentali su ratti e topi suggeriscono che l'Aloe vera è efficace sia per uso topico che per uso interno, nel trattamento delle ulcere diabetiche degli arti inferiori. Oltre a facilitare la cicatrizzazione delle ferite (9), l'Aloe vera presenta anche un effetto ipoglicemizzante sia nei topi sani che in quelli con diabete alloxan indotto (10), attraverso un meccanismo di azione non del tutto noto, forse mediato dalla stimolazione della sintesi e/o rilascio di insulina dalle cellule β del Langerhans.
  • Su tre pazienti con ulcere croniche alle gambe è stato applicato il gel di Aloe vera con bendaggi di garza: il gel ha indotto una rapida riduzione dell'estensione delle ulcere in tutti e tre i pazienti, e guarigione in due (11).
  • In uno studio a doppio cieco è stata valutata l'efficacia e la tollerabilità di un gel di Aloe vera allo 0,5% in una crema idrofila nel trattamento di pazienti con Psoriasis vulgaris. Sessanta pazienti (36 maschi e 24 femmine) di età compresa tra i 18 ed i 50 anni con placche di psoriasi leggere o moderate, sono stati inseriti nello studio e distribuiti in modalità random in due gruppi. Ai pazienti è stata fornita una confezione di crema da 100g contenente placebo o ingredienti attivi (gel di Aloe vera 0,5%); essi dovevano applicare il prodotto (senza occlusioni) 3 volte al giorno, 5 giorni consecutivi per settimana, per non più di 4 settimane. Il follow-up dei pazienti è avvenuto su base mensile, per 12 mesi. Il trattamento non ha evidenziato alcun effetto collaterale. Al termine dello studio, il trattamento a base di Aloe vera ha migliorato la sintomatologia di 25 pazienti su 30 (83,3%), mentre il placebo ha migliorato la condizione di soli 2 pazienti su 30. Ciò suggerisce che l'applicazione topica di una crema contenente gel di Aloe vera può essere considerata un sicuro e valido trattamento per i pazienti con psoriasi (12).

La maggior parte degli studi sull'Aloe vera è stata condotta su animali diversi, in vari modelli sperimentali di cicatrizzazione e infiammazione. Sebbene limitata, la ricerca sulla cicatrizzazione di ferite nell'uomo è promettente e risultati incoraggianti sono stati riportati anche per l'acne e la seborrea, e nelle stomatiti aftose in età pediatrica, dov'è stata valutata l'efficacia di un nuovo cerotto adesivo a base di Aloe vera: dopo un periodo di cura, nel 77% dei casi il problema è stato risolto e nel 23% rimanente si nota comunque una sensibile riduzione del disagio (13).

 

Attività antibatterica ed antifungina

Gli effetti antimicrobici dell'Aloe vera sono paragonabili a quelli della sulfadiazina d'argento, un antibiotico della famiglia sulfamidici utilizzato molto spesso a livello topico per prevenire le infezioni della pelle in pazienti ustionati. E' stato dimostrato che l'azione battericida dell'Aloe è direttamente proporzionale alla sua concentrazione; in particolare, estratti al 60% sono risultati attivi nei confronti di Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella pneumoniae, Streptococcus pyogenes; estratti al 70% su Staphylococcus aureus, estratti al 80% su Escherichia coli ed estratti al 90% su Candida albicans. Sembra avere azione battericida anche verso Mycobacterium tubercolosise Bacillus subtilis (14-15). Accenniamo soltanto al fatto che alcuni glicosidi antrachinonici contenuti nel succo di Aloe vera, le aloine, esibiscono anche proprietà antibiotiche e che l'acido cinnamico svolge una buona azione antisettica e germicida.

 

Attività antivirale

L'acemannano in particolare, zucchero polimerico isolato nel succo di Aloe vera, presenta significativa attività antivirale nei confronti di diversi virus per esempio l'HIV-1 ed il Paramyxovirus (il virus del morbillo). Studi in vitro hanno dimostrato che l'acemannano, in combinazione a concentrazioni sub ottimali di azidothymidina (AZT ossia il farmaco antivirale usato per il trattamento dell'AIDS) o di acyclovir, agisce sinergicamente inibendo la replicazione dell'HIV e dell'Herpes simplex(16). Sulla base di questi studi, si ipotizza quindi di poter usare l'acemannano per abbassare la concentrazione di AZT nel trattamento dei primi stadi dell'AIDS e ridurre così i gravi effetti collaterali provocati dal farmaco(17). A conferma, possiamo ricordare uno studio dove il succo di Aloe vera è stato somministrato, insieme ad acidi grassi essenziali, aminoacidi, integratori multivitaminici e multiminerali, nel trattamento di 29 pazienti - 15 con AIDS, 12 con una sindrome collegata ad AIDS, 2 HIV siero-positivi - che hanno continuato la terapia prescritta comprendente anche AZT. Dopo 180 giorni, tutti i pazienti presentavano un miglioramento clinico e l'anemia indotta da AZT era diminuita (18). L'acemannano non ha dato effetti significativi in pazienti con AIDS conclamato (19). (20).

 

Attività immunomodulante

L'acemannano, contenuto nel gel di Aloe vera, è un potente stimolante del sistema immunitario. Agisce stimolando l'attività dei macrofagi e con essa la produzione di citochine da parte dei macrofagi stessi; favorisce il rilascio di sostanze che potenziano il sistema immunitario (come l'ossido nitrico ossia il monossido di azoto); provoca cambiamenti morfologici cellulari in particolare interviene nell'espressione degli antigeni di superfice. L'acemannano è in grado di potenziare l'attività delle cellute T e di aumentare la produzione di interferone anche se queste azioni potrebbero essere correlate alla stimolazione dell'attività dei macrofagi. L'attività immunostimolante dell'acemannano è risultata dose-dipendente (21-22). Studi su animali hanno dato risultati promettenti in caso di sarcomi indotti e tumori spontanei (23-24). E' stato inoltre notato che il succo di Aloe potenzia l'effetto antitumorale del 5-fluorouracile e della ciclofosfamide, due farmaci importanti della chemioterapia combinata (25).

 

Attività antinfiammatoria e analgesica

L'Aloe vera svolge una significativa azione antinfiammatoria ed antidolorifica, per applicazione sia topica che orale, e la sua attività antiflogistica è mediata dall'inibizione della produzione: di prostaglandine da parte dell'enzima bradichinasi; di istamina da parte del magnesio lattato; e di i leucotrieni da parte di particolari glicoproteine come l'aloctina A. L'enzima bradichinasi contenuto nell'Aloe, è capace di idrolizzare la bradichinina, una sostanza endogena di struttura polipeptidica, responsabile di numerosi eventi caratteristici del processo infiammatorio: vasodilatazione, aumento della permeabilità vascolare, azione contratturante sulla muscolatura, sensazione di calore, dolore, arrossamento, gonfiore; possiamo dire quindi che l'Aloe vera è un ottimo rimedio antinfiammatorio ed antidolorifico, grazie alla sua intensa attività antibradichininica (26-29). Il magnesio lattato presente nell'Aloe, è capace di inibire l'enzima coinvolto nella produzione di istamina, sostanza vasoattiva coinvolta nel processo infiammatorio. Anche l'aloctina A isolata nell'Aloe, ha dimostrato avere buone proprietà antinfiammatorie nell'edema indotto da carragenina nel ratto: riduce il gonfiore della zampa trattata, l'azione è rapida (circa tre ore dopo l'iniezione ), dose dipendente e priva di effetti collaterali (30). Analogo risultato nel modello sperimentale di artrite indotta nel ratto. Un altro componente dell'Aloe vera con buone proprietà antinfiammatorie è il C-glicosil-cromone: applicato per via topica, il composto presenta attività antiflogistica equivalente a quella dell'idrocortisone a parità di dose e, diversamente dal farmaco, non provoca effetti collaterali (31). patologie artrosiche (32).

 

Tonico gastrointestinale ed attività gastroprotettiva

Il succo di Aloe vera permette di risolvere i più comuni disturbi dell'apparato gastrointestinale come spasmi addominali, bruciore di stomaco, dolore e gonfiore; il gel di Aloe normalizza le secrezioni intestinali, influenza la flora batterica intestinale, stabilizza il pH a livello di stomaco e intestino, migliora la funzionalità del pancreas e nel colon limita la proliferazione degli agenti patogeni riducendo i fenomeni putrefattivi. Il gel di Aloe può migliorare alcune forme di gastriti (ulcere peptiche) e di infiammazioni intestinali (colon irritabile); l'efficacia del gel è da attribuire alla sua azione cicatrizzante, antinfiammatoria, analgesica e alla capacità di rivestire e proteggere le pareti dello stomaco. L'uso del succo di Aloe vera come tonico gastrointestinale è molto frequente anche se vi sono poche prove scientifiche a supporto. Sicuramente significativa quella riportata di seguito:

  • In uno studio su dieci soggetti (cinque uomini e cinque donne) sono stati valutati gli effetti del succo di Aloe vera sull'indacano urinario, sul pH gastrointestinale, sulla coprocoltura e sul peso specifico delle feci. Sono stati somministrati 170g di succo di Aloe vera tre volte al giorno per una settimana. L'indacano urinario riflette il grado di malassorbimento delle proteine alimentari, quindi livelli elevati di indacano nelle urine sono pertanto indice di “putrefazione proteica”. In tutti i soggetti l'indacano urinario è diminuito di un'unità e questo denota una migliore assimilazione delle proteine ossia una riduzione della putrefazione batterica. Il pH gastrico in tutti i pazienti è aumentato in media di 1.88 unità e questo risultato conferma l'ipotesi che l'Aloe vera sia in grado di inibire la secrezione di acido cloridrico; sembra anche capace di rallentare lo svuotamento gastrico facilitando così la digestione. Dopo una settimana di trattamento, in sei soggetti su dieci, i risultati della coprocultura si sono profondamente modificati; questo significa che il succo di Aloe vera potrebbe svolgere un'azione antibatterica in particolare nei confronti della Candida albicans; nei quattro pazienti che presentavano coltura positiva alla Candida albicans si è verificata una riduzione delle colonie di lievito. Dopo una settimana di trattamento, il peso specifico delle feci risultava ridotto e questo dimostra un miglioramento della ritenzione di acqua; nessuno dei soggetti ha lamentato tuttavia diarrea o feci molli durante l'assunzione del succo di Aloe (33).

Numerosi lavori scientifici dimostrano l'attività gastroprotettiva del suco di Aloe, Particolarmente interessante quello riportato di seguito:

  • A dodici pazienti con ulcere duodenali accertate con raggi X, è stato somministrato un cucchiaio da tavola di emulsione di gel di Aloe vera in olio minerale, una volta al giorno. Dopo un anno, tutti i pazienti presentavano una guarigione completa e nessuna recidiva (34).

Sulla base di questa ed altre evidenze sperimentali, possiamo affermare che il gel di Aloe vera inattiva la pepsina in maniera reversibile: a digiuno la pepsina è inibita dal gel mentre in presenza di cibo la pepsina viene rilasciata ed interviene nella digestione; il gel di Aloe inibisce il rilascio di acido cloridrico interferendo nel legame dell'istamina con le cellule parietali; il gel di Aloe è un ottimo lenitivo ed emolliente della mucosa gastrointestinale ed impedisce alle sostanze irritanti di raggiungere le ulcere. Queste attività sono riconducibili alla componente polisaccaridica, glicoproteica, enzimatica (soprattutto l'enzima bradichinasi), agli ormoni vegetali (gibberelline e auxine) e ai derivati dell'acido deidroabietico isolati recentemente nel gel di Aloe vera e capaci di inibire la secrezione di acido cloridrico (35).

 

Attività antiasmatica

La somministrazione orale di estratto di Aloe vera per 6 mesi ha dato buoni risultati nel trattamento dell'asma (36). Solo nei caso di pazienti corticosteroidi-dipendenti, l'estratto di Aloe non è risultato attivo. Si pensa che l'azione antiasmatica sia correlata ad una attività protettiva ed antinfiammatoria ed al potenziamento del sistema immunitario.

 

Attività depurativa e lassativa

Il succo di Aloe vera svolge la sua azione detossificante nel tratto gastrointestinale che rappresenta un distretto particolarmente adatto all'accumulo di tossine. L'attività depurativa è legata soprattutto ai polisaccaridi, capaci, grazie alla particolare composizione ed alla consistenza viscosa, di legare ed eliminare le sostanze tossiche prodotte nel corso dei processi metabolici riducendo così il tempo di contatto delle scorie con le mucose. L'aloina, contenuta nel latex (lattice ricavato dalla scorza della foglia), conferisce all'Aloe vera attività lassativa. In piccole dosi l'aloina agisce come tonico del sistema digerente, dando tono ai muscoli intestinali. A dosaggio più alto diventa un forte lassativo che agisce sull'intestino crasso dove stimola le secrezioni del colon e favorisce la peristalsi intestinale. L'aloina è stata per molti anni il lassativo antrachinonico più usato (37); causa spesso contrazioni dolorose e per questo motivo attualmente vengono usati altri antrachinoni come cascara e senna (vedi appendice “Cenni farmacologici sugli antrachinoni”).

Fonte: my-personaltrainer.it

 

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