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Antibiotici: gli italiani li usano male. Ed è boom di batteri ‘resistenti’

  • Posted on:  Wednesday, 19 November 2014 14:58
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Il 18 novembre è stata la Giornata europea dell’antibiotico. Gli esperti sensibilizzano a un uso prudente: molte le prescrizioni ma non sempre necessarie.

Qualche linea di febbre, un po’ di tosse o congestione nasale e, subito, scatta la corsa all’antibiotico. In quanti lo fanno? Sembra in molti, almeno nel nostro Paese, ‘maglia nera’ a livello europeo per l’uso improprio degli antibiotici. A sottolinearlo il rapporto dell’European Center for Diseases Control (Ecdc) che oggi, in occasione della Giornata europea dell’antibiotico, richiama l’attenzione sui rischi di troppe prescrizioni e una certa superficialità nell’inghiottire il farmaco efficace contro le infezioni batteriche.

Ogni anno in Italia si spende circa 1 miliardo di euro per gli antibiotici, a fronte di una spesa farmaceutica complessiva di 26 miliardi. Una spesa che, nei casi di un uso scorretto di questa classe di farmaci, non contribuisce ad accorciare i tempi di alcune infezioni, bensì costituisce una spinta per l'evoluzione di ceppi batterici antibiotico-resistenti. Stando a quanto riportato nel report del sistema di monitoraggio europeo, nel nostro Paese si assiste a un aumento del 25-50 per cento della resistenza agli antibiotici dello Staphylococcus aureo, così come dell’Escherichia coli e di alcuni ceppi di Acinetobacter, batteri molto diffusi nella popolazione. Per la campagna di sensibilizzazione è stato preso da esempio anche il Klebisella pneumoniae, responsabile di molte infezioni ospedaliere e la cui resistenza a una classe di antibiotici è quasi raddoppiata in tutta Europa.

Il problema dei ‘super-batteri’ è reale: molte specie sono in continua evoluzione e con il tempo, mutando ad hoc il loro Dna, imparano naturalmente a sfuggire all’attacco difensivo degli antibiotici. «Per combattere la diffusione della resistenza agli antibiotici e scongiurare il ritorno a un'era pre-antibiotica - commenta Gian Maria Rossolini, coordinatore del Comitato di studio dell'Associazione microbiologi clinici italiani per gli antimicrobici - è necessario un impegno globale e un approccio multidisciplinare basato sulla sorveglianza del fenomenosull'uso migliore degli antibiotici che abbiamo a disposizione, sul controllo più efficace della diffusione dei ceppi antibiotico-resistenti e sulla ricerca di nuovi antibiotici e di nuove strategie terapeutiche e preventive». Un messaggio rivolto anche ai medici: secondo recenti studi, gli antibiotici sono i farmaci più prescritti, soprattutto nell’età pediatrica, anche quando un'infezione potrebbe risolversi naturalmente. 

 

Fonte: ok-salute.it 

Read 2149 times Last modified on Wednesday, 19 November 2014 15:04

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